Il Foro di Pompei era il cuore civile dell'antica città campana. Situato nel luogo di un importante nodo stradale, il Foro costituiva il centro politico, religioso ed economico di Pompei.
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modifica Storia
Dal IV al II secolo a.C. Pompei aveva un ristretta area aperta con botteghe, priva di portici e pavimentata in pietra. Nel corso del II secolo a.C. venne ampliata e decorata, fino a essere compiutamente organizzata con portici ed edifici pubblici lungo i lati. Nell'età giulio-claudia si provvide a sostituire la pavimentazione della piazza in tufo con quella attualmente visibile, in travertino.
L'assetto della piazza venne quindi definito nel I secolo a.C. e, con alcuni nuovi edifici sorti in epoca imperiale sul lato est, mantenne il su aspetto fino all'eruzione del 79.
modifica Descrizione
Il Foro si presenta come una lunga piazza di forma rettangolare (metri 38x142), circondata da portici a doppio ordine per tre lati, con il lato nord chiuso dal tempio di Giove e da due archi onorari.
Per interdire poi l'accesso nel Foro ai carri, il portico venne costruito ad un livello più alto della piazza, alla quale è collegato da due gradini. La piazza era lastricata in maniera elegante e decorata da lettere bronzee incassate che ricordavano il completamento del complesso, delle quali restano oggi solo alcune tracce.
L'impianto aveva una disposizione scenograficamente centrata sull'asse longitudinale, col lato breve concluso dalla mole del tempio di Giove, secondo un modello definito da Vitruvio e usato anche a Roma, nelle città italiane e in quelle delle province occidentali, pur con qualche eccezione (come a Cosa), oltre che in alcune città orientali ellenistiche (come l'agorà di Assos).
Restano solo le basi delle numerose statue onorarie che s'innalzavano nel Foro: probabilmente alcune di queste non erano state ancora ricollocate al loro posto dopo il terremoto del 62, che doveva averle seriamente danneggiate.
Gli edifici più recenti sono sul lato est e comprendono l'edificio di Eumachia, il tempio di Vespasiano e il Santuario dei Lari ("Larario" pubblico).
modifica Il tempio di Apollo
Il lato ovest è dominato dal tempio di Apollo, che ha un orientamento leggermente obliquo rispetto all'asse del Foro, elemento indice della sua alta antichità , confermata anche dagli scavi. Si trattava infatti dell'edificio religioso più importante della città , originariamente sorto nel IV secolo e rifatto nel II secolo a.C. e restaurato dopo il terremoto del 62. Si tratta di un tempio periptero esastilo (a sei colonne in facciata), con alto podio con cornici in stile ellenistico e circondato da un peribolo ionico.
Il tempio, al centro d'un recinto sacro, era circondato per tutti e quattro i lati da una serie di colonne in tufo di Nocera originariamente scanalate e con i capitelli ionici, che nel corso del restauro vennero notevolmente appesantite da stucchi. I capitelli furono convertiti in corinzi e dipinti in giallo, rosso e blu. L'elegante architrave dorico a metope e triglifi che correva sulle colonne fu trasformato in un fregio continuo con grifi, festoni e foglie.
Oggi i resti del porticato si presentano nuovamente nel loro aspetto originario, essendo questa trasformazione in stucco quasi del tutto scomparsa. Di fronte alle colonne del portico furono rinvenute alcune statue di divinità , ora al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Le copie di due di esse – una raffigurante Apollo, l'altra un busto di Diana – sono poste nel luogo in cui furono rinvenuti i loro originali.
Il tempio vero e proprio, periptero con colonne corinzie, sorgeva su un alto podio e vi s'accedeva mediante un'imponente gradinata. Davanti alla gradinata d'accesso al tempio si vede tuttora l'altare in marmo bianco su una base di travertino, recante un'iscrizione in latino con i quattuorviri che lo dedicarono. A lato della gradinata è una colonna ionica che sosteneva un orologio solare.
Nel lato del muro perimetrale del Tempio di Apollo, che s'affaccia sul Foro, è ricavata una nicchia contenente la mensa ponderaria, ossia la tavola con le misure di capacità ufficiali a garanzia del cittadino contro un'eventuale frode da parte dei venditori.
modifica La basilica
A sud del tempio si trovava una basilica col lato breve affacciato sulla piazza, costruita verso il 120 a.C. e legata a modelli ellenistici. Vi si accedeva attraverso un portico, o chalcidicum, dotato di colonnato e gradinata. L'ingresso, contrariamente a quanto avveniva in altri edifici simili d'epoca posteriore, era su uno dei lati minori, mentre sul lato opposto si trovava il tribunal, la tribuna con i seggi dei giudici, raggiungibile con scale di legno.
La grande sala coperta era scandita da un colonnato interno in stile ionico (metri 12x4), con semicolonne sul muro perimetrale che farebbero pensare a un loggiato interno usato come ambulacro, secondo i modelli ellenistici delle stoai e delle piazze porticate. L'interno della basilica era decorato con fini lastre di stucchi policromi in primo stile.
Recenti scavi hanno permesso d'accertare che era coperta probabilmente con un'unica capriata.
modifica Altri edifici a ovest
A nord del tempio di Apollo si trova un edificio con un'unica, vasta sala chiusa sulla facciata da pilastri, forse un horreum o più probabilmente un mercato coperto, forse il mercato degli erbaggi e dei cereali (forum olitorium). Segue una latrina e la piccola stanza dell'erario aperta a nord.
modifica Il tempio di Giove
Il lato nord è occupato dal tempio di Giove (150 a.C. circa), posto su un alto podio, esastilo e di ordine corinzio. Il pronao è particolarmente profondo, con ben quattro colonne di lato, e occupa circa un terzo della superficie del tempio. La cella rettangolare ha un colonnato interno e tre nicchie sulla parete di fondo destinate a ospitare le statue di culto, secondo la disposizione quando fu trasformato in Capitolium: dopo l'80 a.C. vi si venerarono anche Giunone e Minerva, oltre a Giove. Delle statue di culto resta solo una grande testa di Giove (sul tipo del Giove di Otricoli) ora al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. La triade capitolina era il simbolo del potere di Roma.
Il tempio fu seriamente danneggiato dal terremoto del 62 ed il suo restauro era ben lungi dall'essere terminato al momento dell'eruzione del Vesuvio.
modifica Il lato sud
Il lato sud era occupato dagli edifici usati per funzioni politiche. Il porticato del lato meridionale, a doppio ordine, era in tufo di Nocera e risaliva all'età sannitica.
Vi si affacciavano tre piccoli edifici con la Curia (al centro), l'ufficio degli edili (a sinistra) e quello dei duoviri (a destra), tutti di epoca imperiale.
Poco distante, vicino all'angolo sul lato ovest, si trova il Comitium, ad aula quadrangolare con accessi sul Foro e sulla "via dell'Abbondanza", direttrice di accesso da est.
modifica Macellum, Templi dei Lari e di Vespasiano
Passando nella parte orientale del portico, il primo edificio che s'incontra è il Macellum, grande mercato coperto con un cortile centrale dove veniva pulito il pesce.
Di fianco al Macellum è un'ampia costruzione d'epoca imperiale, caratterizzata da un'abside ed identificabile con il Tempio dei Lari Pubblici, cioè delle divinità tutelari della città , alle quali era stato forse dedicato dopo il terremoto che aveva terrorizzato i Pompeiani.
Subito oltre è il Tempio di Vespasiano, nel cui cortile è stato rinvenuto un bell'altare di marmo a rilievo con una scena di sacrificio ed altri soggetti.
modifica Edificio di Eumachia
Presso il tempio è l'imponente Edificio di Eumachia, che prende il nome dalla sacerdotessa che l'edificò dedicandolo alla Concordia e alla Pietas Augusta, ossia a Livia (madre dell'imperatore Tiberio Claudio Nerone), cui spettavano tali attributi, come si legge chiaramente in due iscrizioni.
Sfortunatamente l'edificio di Eumachia aveva subito notevolissimi danni durante il terremoto e nel 79 i restauri non erano in fase molto avanzata, cosicché non possiamo avere che una pallida idea dello splendore con il quale era stato costruito. La facciata era preceduta da un portico a doppio ordine di colonne di travertino e davanti ad ogni colonna era posta una statua. Si entrava nell'edificio mediante la grande porta rettangolare ornata da una fascia marmorea a fregio continuo con foglie d'acanto e spirali.
La costruzione si svolgeva attorno al grande cortile circondato da un portico con colonne corinzie. Il lato di fondo del cortile presenta un'ampia abside fiancheggiata da due colonne, dov'è stata rinvenuta la statua della Concordia Augusta. Altre statue dovevano ornare il cortile, ma erano state rimosse dopo il terremoto e non ancora ricollocate al loro posto, probabilmente perché bisognose di restauro, e se ne sono trovate solo le basi. Al di sotto del cortile, lungo tre dei sei lati, corre un grande criptoportico, dove si trova la copia della statua di Eumachia, ivi rinvenuta (l'originale è al Museo Archeologico Nazionale di Napoli).
modifica Bibliografia
- Ranuccio Bianchi Bandinelli e Mario Torelli, L'arte dell'antichità classica, Etruria-Roma, Utet, Torino 1976.
- Baldassare Conticello, Pompei: guida archeologica, Novara 1987
modifica Voci correlate
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