| Ilkhanato | |||||||||
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| Descrizione generale | |||||||||
| Dipendente da: | Impero mongolo | ||||||||
| Forma politica | |||||||||
| Nascita: | 1256 | ||||||||
| Fine: | 1353 | ||||||||
| Territorio e popolazione | |||||||||
| Religione e Società | |||||||||
| Religioni preminenti: | Islam sunnita | ||||||||
| Evoluzione storica | |||||||||
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L'Īlkhānato è il nome dato alla struttura di governo operante nella Persia dominata dai Mongoli gengiskhanidi.
L'Ilkhanato, anche detto Ilkhanato, Il-khanato o Il Khanato (farsi سلسله ایلخانی), mongolo Ил Хан улс, fu un khanato mongolo stabilito in Persia nel XIII secolo e che che era considerato parte integrante dell'Impero mongolo. I governanti dell'Ilkhanato, a partire da Ghazan, abbracciarono l'Islam, la religione professata dalla maggior parte delle popolazioni che vivevano nei territori inclusi nell'attuale Iran, nella massima parte dell'Iraq, in una parte della Siria settentrionale, nell'Afghanistan, nel Turkmenistan, nell'Armenia, nell'Azerbaijan, nella Georgia, nella Turchia e nel Pakistan occidentale. L'Ilkhanato era basato originariamente sulle conquiste operate da Genghis Khan nell'Impero del Khwarezm nel 1219-1224, e fu fondato dal nipote di Genghis, Hulagu Khan.
modifica Storia
Gengis Khan invase le terre dell'impero Corasmio (Khwārezmshāh) nel 1220, quindi affidò ai suoi generali il compito di completare la conquista della Persia ed uccidere l'ultimo scià. Nel 1256 Hülegü ricevette l'incarico dal Grande Khan Mongke di conquistare tutti i regni musulmani fino all'Egitto. Conquistò Baghdad, mise fine alla "setta degli assassini" e si apprestava ad assediare Gerusalemme, quando fu costretto a ritirarsi per la morte di Mongke, cui seguirono lotte per la successione. Con l'ascesa di Kublai Khan, Hülegü ritornò in Persia ed assunse il titolo di Ilkhan, ovvero "luogotenente del Khan", "Khan subordinato", ma l'autorità di Kublai in Medio Oriente era solo nominale. Dopo la sua morte, anzi, da monete e documenti ufficiale scompare la denominazione di Ilkhanato (che serviva a sottolineare la dipendenza dal Gran Khan di Pechino), anche se gli storici preferiscono seguitare a chiamare Ilkhanato quello che, alla morte di Kublai Khan (Kubilay) era ormai diventato de jure e de facto un khanato.
Gli Ilkhan governarono la Persia nei successivi ottant'anni, ma la spinta espansionistica si era ormai esaurita; nonostante le incessanti lotte con i Mamelucchi, non vi furono acquisizioni territoriali e, anzi, furono costretti ad abbandonare la Siria. Anche le mire sul Sultanato di Rum e sul Regno armeno di Cilicia dovettero essere accantonate a causa dell'ostilità dei due khanati settentrionali di Chagatai e Kipchaki.
Sotto il crudele regno degli Ilkhan buddhisti, che incoraggiarono il buddhismo tibetano e il cristianesimo nestoriano, i musulmani furono oppressi e perseguitati. Tuttavia, con la conversione di Ghazan nel 1295, l'Islam ridiventò religione di stato e fu il turno di buddhisti e cristiani di essere perseguitati.
Dopo la morte di Abu Sa'id nel 1335, il khanato cominciò a disintegrarsi rapidamente, dissolvendosi in una serie di staterelli rivali. L'ultimo dei pretendenti Ilkhan fu assassinato nel 1353.
modifica Lista degli Ilkhan
- Hülegü Khan 1256-1265
- Abaqa 1265-1282
- Tekuder (Ahmad) 1282-1284
- Arghun 1284-1291
- Gaykhatu 1291-1295
- Baydu 1295
- Ghazan 1295-1304
- Öljeitü 1304-1316
- Abu Sa'id 1316-1335
- Arpa Ke'un 1335-1336
- Musa 1336-1337
- Muhammad 1337-1338

