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Storia dell'Iran
Imperi dell'Iran
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I Mannei (accadico: Mannai, possibilmente erano i biblici Minni, מנּי) erano un antico popolo di origine sconosciuta che visse in un'area (di solito allora chiamata Mannea) corrispondente all'attuale Iran nord-occidentale, tra il X e il VII secolo a.C. A quel tempo essi avevavo per confinanti gli imperi di Assiria e Urartu, insieme ad altri piccoli stati cuscinetto compresi fra i due, come Musasir e Zikirta.

Indice

modifica Localizzazione

La loro patria originaria era situata a est e a sud del Lago di Urmia, grosso modo incentrata intorno all'attuale Mahabad [1]. Gli scavi iniziati nel 1956 riusciro a scoprire la città fortificata di Hasanlu, ipotizzata come un potenziale sito minneo. Più recentemente, il sito di Qalaichi (possibilmente l'antica Izirtu/Zirta) è stata collegata ai mannei in base a una stele in esso trovata con questo toponimo.

Dopo aver subito diverse sconfitte per mano sia degli sciti che degli assiri, i resti della popolazione minnea vennero assorbiti da quella iranica dei Matieni e la regione divenne nota come Matiene senza fonte. Venne poi annessa dai medi nel 616 a.C.

modifica Etnicità

Secondo l'Enciclopedia Iranica [1]:

« È inverosimile che ci fosse unità etnolinguistica nella Mannea. Similmente ad altri popoli dell'altopiano iranico, i mannei furono soggetti sempre più a un costante penetrazione iranica (vale a dire indoeuropea). L'analisi di Boehmer di molti antroponimi e toponimi necessità di modifica e ampliamento. Melikishvili (1949, p. 60) ha cercato di relegare la presenza iranica nella Mannea alla sua zona periferica, mettendo in rilievo che sia Daiukku [2] che Bagdatti fossero attivi nella periferia della Mannea, ma ciò è inesatto, in base alla considerazione del fatto che i nomi di due antichi governatori minnei, cioè Udaki e Azā, sono spiegabili nei termini dell'antico iranico. »

modifica Storia

Il regno manneo iniziò a fiorire intorno all'850 a.C. la cui capitale era un'altra città fortificata, Izirtu (Zirta).

Nel decennio del 820 a.C. essi vennero ad espandersi per diventare il primo grande stato occupante questa regione, successivamente seguiti dai medi e dai parsu (persiani). In questo periodo vi era una cospicua aristocrazia dominante che talvolta limitava il potere del re.

Già dal 800 a.C., la regione venne ad essere rivendicata dall'Assiria e da Urartu, che costruì molte fortezze nel territorio della Mannea. Durante il conflitto aperto fra i due contendenti, 750-730 a.C. ca., i mannei afferrarono l'opportunità di allargare i loro possedimenti, pervenendo al culmine del loro potere durante il regno di Iranzu (725-720 a.C. ca.).

Nel 716 a.C., Sargon II di Assiria mosse contro la Mannea, dove il regnante Aza, figlio di Iranzu, era stato deposto da Ullusunu con l'aiuto degli urartiani. Sargon prese Izirtu, sistemando le sue truppe nel Parsuash (patria originaria della tribù persiana, nei pressi del lago di Urmia) e Kar-Nergal (Kishesim). Gli assiri quindi utilizzaromo la regione come pascolo, ammaestramento e commercio di cavalli.

Secondo fonti assire, in questo periodo, i cimmeri (gimirru), vennero fuori dalla loro patria originaria, Gamir o Uishdish, situata "in mezzo ai mannai". Per la prima volta i cimmeri appaiono negli annali nell'anno 714 a.C., quando apparentemente aiutarono gli assiri a sconfiggere Urartu, la quale però scelse di sottomettersi ad essi, per poi insieme sconfiggere i cimmeri, tenendoli così lontani dalla mezzaluna fertile. Ad ogni modo, i cimmeri si ribellarono ancora contro Sargon intorno nel 705 a.C., l'anno in cui cadde in battaglia contro di essi, e nel 679 a.C. emigrarono a oriente e a occidente dalla Mannea.

I mannei vengono anche ricordati per la ribellione contro Esarhaddon di Assiria nel 676 a.C., quando essi interruppero il commercio di cavalli tra Assiria e Parsuash.

Il re Ahsheri, regnante fino al decennio del 650 a.C., continuò ad allargare il territorio di Mannea. Tuttavia, la Mannea subì una schiacciante sconfitta per mano degli assiri intorno al 660 a.C. e le conseguenze di una rivolta che continuò fino alla morte di Ahsheri. Ancora nel VII secolo a.C., la Mannea venne ad essere sconfitta dagli sciti che avanzavano e che avevano già invaso Urartu, successivamente distruggendola poi nel 585 a.C. Questa sconfitta contribuiva a un ulteriore disgregazione del regno manneo.

Il successore di Ahsheri, Ualli, prese il posto degli assiri contro il medi (Madai), in questo momento ancora stanziati a est, lungo la riva sud-occidentale del Mar Caspio. Tuttavia, nei decenni successivi del conflitto, sembra che i medi alla fine guadagnassero terreno, conquistando il rimanente della Mannea nel 616 a.C. e assorbendone la popolazione.

modifica Economia, società e cultura

I Mannei erano un popolo stanziale, che praticava l'irrigazione e l'allevamento di bestiame e di cavalli. I poteri del re erano limitati dall'aristocrazia, la classe dominante. L'arte mannea raggiunse la sua massima espressione nell'oreficeria.

modifica Note

  1. ^ (EN) "Enciclopedia Iranica, "Mannea", di R. Zadok"
  2. ^ cfr. Schmitt, 1973

modifica Collegamenti esterni