Busto di Marco Licinio Crasso
Busto di Marco Licinio Crasso

Marco Licinio Crasso (in latino Marcus Licinius Crassus Dives[1], IPA 'Mar-kus Li-'ki-nius 'Kras-sus 'Di-ues; Roma114 a.C. o 115 a.C. – Carre53 a.C.) fu un politico e generale della Repubblica romana, esponente della Gens Licinia e figlio del ricco e nobile Publio Licinio Crasso Muciano.

Indice

modifica Biografia

modifica Prime esperienze di vita politica e militare

Sfuggito alle persecuzioni di Gaio Mario e Lucio Cornelio Cinna, appoggiò Silla durante la guerra civile (83 - 82 a.C.) contribuendo in maniera decisiva alla vittoria nella battaglia di Porta Collina (82 a.C.) allorquando guidò l'ala destra dell'esercito sillano. In questi anni svolse un'intensa attività di affarista e soprattutto di speculatore di beni immobili. Nel 72 a.C. fu pretore.

Volendo accrescere ancor più la sua popolarità nella vita politica di Roma, nel 71 a.C., Crasso ritenne un ottimo trampolino di lancio politico l’impresa che si preparava a compiere e vale a dire il suo intervento nella terza guerra servile, al comando di otto legioni contro i servi che si erano ribellati, capeggiati da un gladiatore di nome Spartaco, nella città di Capua. Con una serie di rapide azioni, al comando di un esercito numeroso e ben addestrato, riuscì in poco tempo a soffocare la rivolta servile, vincendo Spartaco in Lucania.

Dopo aver portato a termine con successo la campagna di repressione della rivolta servile, Marco Licinio Crasso ritenne opportuno costruire un alleanza insieme a Gneo Pompeo Magno; i due divennero consoli nel 70 a.C. Entrambi, avevano minacciato il Senato di scatenare una guerra civile in caso di mancata elezione al consolato. Marco Licinio Crasso, eletto censore nel 65 a.C. con Quinto Lutazio Catulo, nel 64 a.C. con Giulio Cesare sostenne Catilina contro Cicerone. Dopo aver revisionato la costituzione di Silla, Crasso strinse alleanza con Giulio Cesare, impegnandosi a sostenerlo per l'elezione al consolato. Una volta console, Cesare, con Crasso e Pompeo, costituì il primo triumvirato nel 60 a.C.

modifica Triumvirato

La vittoriosa operazione contro Spartaco e il rapporto di amicizia con Cesare, permisero a Crasso di poter emergere nel quadro politico di Roma e di entrare a far parte del famoso primo triumvirato della storia romana e cioè quello stipulato nel 60 a.C. tra Marco Licinio Crasso, Pompeo Magno e Giulio Cesare. Codesto accordo, combinato segretamente, garantiva ai tre contraenti aiuto reciproco contro il senato per ottenere consistenti vantaggi politici. Ognuno dei tre uomini aveva un suo seguito di adepti e di clienti: queste forze, da sole insufficienti, se coalizzate avrebbero garantito al triumvirato un solido predominio. A seguito di un deterioramento del triumvirato, il quale col passare del tempo aveva visto cedimenti, Cesare decise di convocare Pompeo e Crasso, affinché fosse rinsaldata l’ormai disgregata alleanza.

Nel 56 a.C., infatti i tre alleati riunitisi a Lucca arrivarono ad una conclusione molto importante. In quella sede, si decise la spartizione dell’impero romano in tre parti che andavano sotto la giurisdizione dei rispettivi tre uomini. Crasso avrebbe ottenuto il governo della Siria, Pompeo quello della penisola Iberica e il proconsolato di Cesare in Gallia sarebbe stato prolungato per altri cinque anni.

modifica Disfatta di Carre

Crasso quindi pensò di utilizzare la carica di governatore della Siria per rafforzare il suo prestigio di condottiero, che non poteva assolutamente essere paragonato a quello di Cesare e Pompeo. Decise pertanto di intraprendere una spedizione militare, che puntava all’assoggettamento del regno dei Parti, con il quale Roma aveva, da qualche tempo, rapporti difficili.

Deboli nella fanteria, i Parti potevano contare su una temibile cavalleria che combatteva applicando l'imprevedibile tattica militare del “colpisci e scappa” (essa evitava il contatto diretto, colpiva il nemico con raffiche di frecce e fuggiva per ritornare a colpire nuovamente).

Crasso difatti, benché avesse un esercito potentissimo, fu sorpreso dalla insolita tattica del nemico e in una pianura della Mesopotamia occidentale, nei pressi della città di Carre, nel 53 a.C. fu sconfitto e ucciso.

Si narra che durante la battaglia suo figlio Publio Licinio Crasso, avendo fallito un attacco al comando di un grossa parte dell'esercito, sia stato ucciso ed un soldato partico gli abbia troncato la testa, infitta poi su un'asta per atterrire i Romani e che i Parti abbiano ucciso Crasso - da loro considerato come l'uomo più ricco del mondo - facendogli bere dell'oro fuso. La disfatta di Carre, fu una delle più drammatiche catastrofi della storia militare di Roma (soprattutto perché furono perse le aquile della legione restituite poi da Fraate IV ad Augusto nel 20 a.C.).

La fine ingloriosa di Crasso causò la rottura dell'equilibrio del triumvirato ed aprì la strada verso una nuova guerra civile.

modifica Cronologia della vita

modifica Note

  1. ^ Dives sta per "ricco", nelle epigrafi M·LICINIVS·P·F·P·N·CRASSVS·DIVES

modifica Voci correlate

Precedessore
Publio Cornelio Lentulo Sura,
Gneo Aufidio Oreste
Console romano
70 a.C.
con Gneo Pompeo Magno I
Successore
Quinto Cecilio Metello Cretico,
Quinto Ortensio Ortalo
Precedessore
Gneo Cornelio Lentulo Marcellino,
Lucio Marcio Filippo
Console romano
55 a.C.
con Gneo Pompeo Magno II
Successore
Appio Claudio Pulcro,
Lucio Domizio Enobarbo